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La Compagnia de' Valcento nasce a Prato, città toscana di origine medievale, dalla passione di un gruppo di amici per la Scherma antica crescendo poi fino a diventare una vera e propria scuola di Scherma storica.

Lo scopo della Compagnia è lo studio e la ricostruzione di combattimenti medievali all'arma bianca cercando di riprodurre l'arte della scherma quanto più storicamente possibile.

La scherma studiata e praticata dalla Compagnia risulta quindi prettamente storica, priva quindi di tutte le falsità e degl'elementi farseschi che troppo spesso corrompono un'arte così nobile quale la scherma antica.

Esempio lampante di tale nobiltà può essere suggerito dalla figura dei Cavalieri Templari; “Valcento” (Vaucent, in francese) era il grido d'incoraggiamento che veniva lanciato dai cavalieri prima d'ogni combattimento.

La veridicità della nostra scherma è garantita dall'insignamento praticato dal Magistro Scholare diplomato A.I.M.S. Enrico Sgrilli e dai testi sui quali si basano gli studi teorici e pratici della Scuola, tra i quali assume particolare rilievo il Flos Duellatorum.

Come può apparirre ovvio, la rappresentazione dei duelli schermistici assume particolare valore nell'ambito di manifestazioni di rievocazione storica e feste medievali. E' in questi scenari che la Compagnia trova la sua più completa applicazione: difatti vengono ricostruiti con cura non solo le attività schermistiche, ma anche il vestiario e l'equipaggiamento dei figuranti che risultano fedeli riproduzioni del periodo medievale.
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Il Flos Duellatorum è il testo di riferimento essenziale per chi si accinga a vuole imparare e praticare la scherma antica in maniera storicamente corretta.

Il 'Flos' è il più antico trattato di scherma finora pervenutoci e fu scritto dal Maestro Fiore de' Liberi per "tutti coloro che volessero apprendere il maneggio delle armi a piedi e a cavallo".

In questo libro Fiore insegna un po' tutte le tecniche di combattimento conosciute ed usate dai cavalieri di un tempo, spaziando in tutti i campi del combattimento d'arma bianca.

Il sottotitolo del libro è quanto mai appropriato: "in armis, sine armis, equester et pedester", cioè: con le armi, senza armi, a cavallo e a piedi